Costi fissi ristorante: esempio e punto di pareggio
I costi fissi di un ristorante sono le spese che paghi anche a sala vuota. Nell'esempio ipotetico di una trattoria da 40 coperti valgono 15.747 euro al mese e il punto di pareggio sta intorno ai 25.400 euro di incasso.

I costi fissi di un ristorante sono le spese che paghi ogni mese anche a sala vuota: affitto, personale a contratto, utenze, canoni, assicurazioni, ammortamenti e commercialista. Un esempio completo, con i numeri messi in fila, ti fa vedere in dieci minuti quanto devi incassare prima di guadagnare il primo euro.
Ti faccio il conto su un locale di prova, dichiarato ipotesi dalla prima riga: sono cifre di esempio, non medie di settore e non dati nostri. Sostituisci le tue e il risultato diventa il tuo.
- Costi fissi
Sono le spese che non dipendono da quanto vendi: le paghi uguali con 10 coperti o con 100. Si distinguono dai costi variabili, che salgono e scendono con i piatti serviti, come la materia prima. Il confine non è sempre netto, perché un'utenza ha una parte fissa e una a consumo. Per decidere basta classificare ogni voce dalla parte in cui pesa di più.
Costi fissi e variabili di un ristorante: la differenza in una tabella
Per non confondersi guarda cosa succede alla voce quando il sabato sera va male. Se la spesa resta, è fissa. Se scende con gli incassi, è variabile.
| Tipo | Voce | Cosa fa quando i coperti calano | Esempio |
|---|---|---|---|
| Fisso | Affitto | Resta uguale | Canone mensile del locale |
| Fisso | Personale a contratto | Resta uguale | Cuoco, aiuto, camerieri assunti |
| Fisso | Utenze (quota fissa) | Resta quasi uguale | Luce, gas, acqua, rifiuti |
| Fisso | Canoni software | Resta uguale | Gestionale, cassa, connessione |
| Fisso | Assicurazioni | Resta uguale | Locale, responsabilità civile |
| Fisso | Ammortamenti | Restano uguali | Forno, frigoriferi, arredi |
| Fisso | Commercialista | Resta uguale | Contabilità e buste paga |
| Variabile | Materie prime | Scendono | Ingredienti e bevande |
| Variabile | Personale extra | Scende | Camerieri a chiamata nel weekend |
| Variabile | Packaging | Scende | Contenitori per asporto |
| Variabile | Commissioni portali | Scendono | Percentuale trattenuta su ogni ordine |
Un dettaglio che cambia i conti: le commissioni dei portali sono variabili solo in apparenza. Quando una quota di ogni ordine finisce a una piattaforma, quel costo pesa come un fisso sul tuo margine. Lo trovi spiegato nelle commissioni delivery, e la materia prima ha la sua pagina sul food cost.
Esempio di costi fissi di un ristorante: la trattoria da 40 coperti
Metti che tu gestisca una trattoria da 40 coperti, aperta sei giorni su sette. Sono numeri inventati per fare il conto: cambia le righe con quelle del tuo bilancio. Ecco i costi fissi di questo ristorante, voce per voce.
| Voce di costo fisso | € al mese | Note dell'esempio |
|---|---|---|
| Affitto del locale | 3.000 | Canone di esempio |
| Personale fisso | 9.600 | 4 persone a 2.400 € di costo azienda |
| Utenze e rifiuti | 1.550 | Luce, gas, acqua, tassa rifiuti |
| Canoni software | 97 | Gestionale RistorantePRO piano Base |
| Assicurazioni | 200 | Locale e responsabilità civile |
| Commercialista e consulente del lavoro | 450 | Contabilità, buste paga |
| Ammortamenti | 500 | 48.000 € di attrezzature in 8 anni |
| Manutenzioni e pulizie | 350 | Contratti ricorrenti |
| Totale costi fissi | 15.747 | Prima di vendere un piatto |
Lo dice la tabella stessa: quattro quinti del totale (12.600 su 15.747) sono personale e affitto. Il dato che cerchi non è la singola voce, è il peso di queste due.
Il canone software nel conto
Quanto al canone software, la riga è piccola per scelta: in RistorantePRO il piano Base costa 97 € al mese per sede, il Pro+ 297 e l'Ultra 497, senza commissioni sui coperti. Quanto pesa un gestionale sul conto totale lo approfondisci in quanto costa un gestionale per ristorante.
Il canone del gestionale è l'unica riga fissa che può smettere di essere un costo e diventare un risparmio sulle altre. Provalo gratis 14 giorni.
Il punto di pareggio: quanto devi incassare per non perdere
Il punto di pareggio è l'incasso mensile a cui i ricavi coprono tutti i costi. La formula è questa:
Punto di pareggio = costi fissi ÷ (1 − costi variabili %)
I costi variabili % sono la quota di ogni euro incassato che se ne va in materia prima, packaging, extra e commissioni. Nell'esempio ipotizziamo un 38%: 32% di materie prime e 6% tra personale extra, packaging e commissioni.
Il conto sulla trattoria, passo per passo:
- Margine che resta da ogni euro incassato: 1 − 0,38 = 0,62
- Punto di pareggio: 15.747 ÷ 0,62 = circa 25.400 € al mese
- Su 26 giorni di apertura: circa 977 € al giorno
- Con uno scontrino medio di esempio di 28 €: circa 35 coperti al giorno
Quindi con 40 posti ti serve la sala quasi piena ogni giorno, con un solo turno, solo per arrivare a zero. Ogni coperto oltre il trentacinquesimo lascia in tasca 17,36 € (28 € × 0,62). È il motivo per cui un martedì da dodici coperti non è un martedì tranquillo: costa quanto uno da quaranta.
Costi fissi del ristorante: cosa succede se l'affitto sale di 500 euro
Prova a cambiare una riga e a rifare il conto, sempre sull'esempio ipotetico. Metti che il canone passi da 3.000 a 3.500 € al mese: i costi fissi diventano 16.247 €. Il pareggio sale a 16.247 ÷ 0,62, circa 26.205 € al mese, cioè 805 € in più da incassare. Con lo scontrino di esempio da 28 € sono circa 29 coperti in più al mese, uno al giorno su 26 giorni. Un aumento che sembra piccolo ti chiede un coperto in più ogni giorno per tornare in pari. Per questo i costi fissi si discutono prima di firmare.
Per vedere dove stai arrivando guarda scontrino medio e coperti ogni giorno, non a fine mese. Gli indicatori da tenere sotto controllo sono nei KPI del ristorante.
Cinque leve per abbassare i costi fissi senza tagliare la qualità
Prima di tutto una nota sugli ammortamenti: per i beni materiali la quota deducibile si calcola con i coefficienti del decreto ministeriale del 31 dicembre 1988, disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, quindi il tuo commercialista ti dice quanto puoi dedurre davvero. Per le leve, invece, il punto è un altro. Tagliare l'ingrediente è la scorciatoia che si vede in sala. I costi fissi del ristorante si riducono prima, senza toccare il piatto.
-
Affitto. Se il contratto è in scadenza o il locale rende meno del previsto, chiedi una quota legata al fatturato: un canone più basso nei mesi magri riduce il punto di pareggio proprio dove fa male.
-
Turni sui dati. Il personale fisso pesa il 61% dei costi fissi dell'esempio. Confronta ore lavorate e coperti per fascia: dove la sala resta ferma, sposta le ore prima di toccare i contratti.
-
Utenze. Confronta le offerte e fai verificare frigoriferi e cappe: una guarnizione che perde o un impianto vecchio fanno consumare di più ogni giorno, ed è la spesa che paghi senza accorgertene.
-
Canoni sovrapposti. Controlla quanti abbonamenti pagano la stessa funzione: prenotazioni, menù digitale, cassa. Tenerne uno solo che le copre tutte riduce la riga dei canoni e il lavoro di aggiornare tre posti.
-
Contratti annuali. Assicurazioni, manutenzioni e consulenze si rinnovano in automatico: a ogni scadenza chiedi due preventivi. Su cifre piccole il risparmio è modesto, ma si ripete ogni mese.
Da dove partire con i tuoi numeri
Parti dalla tabella dei costi fissi del tuo ristorante: riscrivila con le tue righe e calcola il pareggio. Se il numero ti sorprende, parti da lì: è il tuo, non una media.
Domande frequenti
Quali sono i costi fissi di un ristorante?
Sono le spese che paghi ogni mese a prescindere da quanto vendi: affitto, personale a contratto, quota fissa delle utenze, canoni di software e connessione, assicurazioni, ammortamenti delle attrezzature, commercialista e consulente del lavoro. Si distinguono dai costi variabili, come materie prime, packaging e commissioni dei portali, che crescono e calano con i piatti serviti.
Come si calcola il punto di pareggio di un ristorante?
Si dividono i costi fissi mensili per il margine che resta da ogni euro incassato, cioè 1 meno la percentuale di costi variabili. Nell'esempio ipotetico della trattoria, 15.747 euro di costi fissi con variabili al 38% danno 15.747 ÷ 0,62, circa 25.400 euro di incasso al mese. Il calcolo funziona con le tue cifre reali, prese dall'ultimo bilancio.
I costi fissi di un ristorante possono essere ridotti senza abbassare la qualità?
Sì, lavorando prima sulle voci che non toccano il piatto: una quota dell'affitto legata al fatturato, turni costruiti sui coperti reali per fascia, confronto delle offerte sulle utenze, un solo abbonamento al posto di più canoni sovrapposti e due preventivi a ogni rinnovo di assicurazioni e manutenzioni.
Gli ammortamenti sono un costo fisso?
Sì. L'ammortamento ripartisce il costo di un'attrezzatura sugli anni in cui la usi e pesa ogni mese allo stesso modo, anche se non vendi. Nell'esempio ipotetico, 48.000 euro di attrezzature in 8 anni sono 500 euro al mese.
Vuoi vedere RistorantePRO sui tuoi numeri?
Prenotazioni, no-show, chatbot WhatsApp e vendite in un'unica dashboard. Prova 14 giorni, nessuna carta richiesta.
Continua a leggere

Food cost ristorante: cos'è, formula e come calcolarlo
Il food cost è il rapporto tra costo degli ingredienti e prezzo di vendita: la formula del piatto è (costo ingredienti ÷ prezzo di vendita) × 100. Molti locali puntano a tenerlo intorno al 28–35%, ma il target sano dipende dal formato del ristorante.

KPI ristorante: i numeri che contano e come calcolarli
I KPI di un ristorante che contano sono cinque: scontrino medio (incasso ÷ coperti), food cost % (costo del cibo ÷ ricavi × 100), costo del lavoro %, rotazione dei tavoli (coperti ÷ posti) e margine. Si calcolano con dati che hai già; il punto è guardarli con regolarità.