Confronti & alternative

Alternativa a TheFork: prenotazioni dirette e meno commissioni

L'alternativa a TheFork più solida non è un altro portale: è prendere le prenotazioni dirette con un tuo gestionale, così paghi un costo prevedibile e il contatto del cliente resta tuo. TheFork porta visibilità, ma la relazione con il cliente di fatto resta del portale.

Di ValerioCo-founder, RistorantePRO6 min
Illustrazione 3D soft isometrica di un'alternativa a TheFork: un tablet con prenotazione diretta del ristorante connesso alla sala, accanto a un portale che si allontana, palette calda

Cerchi un'alternativa a TheFork perché le commissioni pesano e quel cliente che hai conquistato tu, in fondo, "appartiene" al portale? La via più solida non è un altro portale: è prendere le prenotazioni dirette con un tuo gestionale, così paghi un costo prevedibile e il contatto del cliente resta tuo. TheFork porta visibilità — questo è vero e va detto. La domanda giusta è un'altra: a chi vuoi che appartenga la relazione con chi siede al tuo tavolo.

Disintermediazione delle prenotazioni

È il passaggio dal ricevere prenotazioni tramite un portale terzo (che fa da intermediario tra te e il cliente) al riceverle in modo diretto — dal tuo sito, dal telefono, da WhatsApp — gestite da un tuo software. L'intermediario sparisce: il contatto del cliente e il rapporto restano tuoi.

Perché cercare un'alternativa a TheFork?

Partiamo onesti: TheFork funziona. È un grande portale di prenotazioni, ti mette davanti a persone che cercano "dove mangiare stasera" e non sanno ancora che esisti. Quella visibilità ha un valore reale, soprattutto se sei in una zona di passaggio o appena aperto.

Il problema arriva dopo. Tre nodi tornano sempre quando un ristoratore mi racconta perché vuole guardarsi intorno.

Il primo sono le commissioni. TheFork lavora con un modello a pagamento — tipicamente una quota per coperto portato o forme di abbonamento — e su ogni prenotazione che passa dal portale lasci un margine. Va benissimo per il cliente nuovo che non ti conosceva. Ma quando è il cliente abituale, quello che torna da te ogni mese, a prenotare di nuovo tramite l'app, stai pagando una commissione per un coperto che era già tuo.

Il secondo è la dipendenza. Più prenotazioni passano dal portale, più la tua sala dipende dai suoi algoritmi, dalla sua app, dalle sue regole. Se cambiano le condizioni o ti spostano in fondo alla lista, lo subisci e basta.

Il terzo, il più sottovalutato: di chi è il cliente? Quando uno prenota su TheFork, i suoi dati vivono dentro il portale. Tu vedi una prenotazione, ma il rapporto — la possibilità di richiamarlo, di mandargli un messaggio, di sapere che adora il tavolo vicino alla finestra — quello resta in casa loro.

Quanto costa davvero TheFork?

Qui niente cifre secche, e diffida di chi te le sbandiera. I costi di TheFork dipendono dal piano che scegli e dal modello — commissione per coperto, abbonamento, o un mix — e cambiano nel tempo: vanno verificati sul loro sito ufficiale, caso per caso. Chiunque ti spari una percentuale "definitiva" trovata in un forum ti sta dando un numero vecchio.

Il calcolo che conta davvero non è la singola commissione. È questo: quanti dei coperti che paghi al portale sarebbero arrivati comunque, perché sono clienti che già ti conoscono e ti cercano per nome? Su quelli, la commissione è un costo che potresti azzerare. Il cliente nuovo, scoperto grazie alla vetrina, è un altro discorso — lì stai pagando un'acquisizione, ed è legittimo.

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Cosa significa prenotazione diretta?

Prenotazione diretta vuol dire che il cliente prenota da te — dal pulsante "Prenota" sul tuo sito, da WhatsApp, dal telefono — e quella richiesta finisce dritta nel tuo gestionale, non sul server di un portale. Niente intermediario tra voi due.

Cosa cambia concretamente, messo a confronto.

Portale tipo TheForkPrenotazione diretta (col tuo gestionale)
Chi possiede il contatto del clienteIl portale; tu vedi la prenotazioneTu: nome, contatto e storico restano in casa
Modello di costoCommissione per coperto / abbonamento (a margine)Costo del software prevedibile, senza taglio sul coperto
Visibilità / acquisizioneAlta: ti fa scoprire da chi non ti cercaLimitata al tuo bacino (sito, social, passaparola)
DipendenzaAlta: regole, app e ranking del portaleBassa: il canale è tuo, lo controlli tu

Letta così è chiara una cosa: non c'è un vincitore assoluto. Il portale vince sull'acquisizione del cliente nuovo. La prenotazione diretta vince su tutto il resto — costo, controllo, proprietà del rapporto. Per questo la mossa più furba di solito non è "o l'uno o l'altro", ma usarli per quello che sanno fare meglio.

Come passare alle prenotazioni dirette senza perdere coperti

La paura giusta è una sola: "se mollo TheFork, perdo le prenotazioni che mi porta". Verissimo, se stacchi la spina di colpo. Per questo non lo farei mai. La transizione si fa per gradi, e il portale resta acceso finché il tuo canale diretto non cammina da solo.

Ecco come lo imposterei.

  • Apri prima il canale diretto. Metti un pulsante "Prenota" visibile sul sito e collega le prenotazioni via WhatsApp al gestionale. Deve essere più comodo prenotare da te che aprire l'app.
  • Recupera il cliente che già hai. Chi arriva dal portale, lo servi benissimo e gli fai sapere — di persona, sul tavolo — che la prossima volta può prenotare direttamente. Sposti l'abituale fuori dalla commissione, lasciando al portale solo il cliente nuovo.
  • Proteggi i coperti con la caparra. Sul canale diretto puoi ridurre i no-show con la caparra online: meno tavoli vuoti, e prenotazioni dirette che valgono di più di quelle "leggere" del portale.
  • Misura, poi decidi. Dopo qualche mese guardi i numeri: quanti coperti arrivano diretti, quanti dal portale, quanto paghi di commissioni su clienti che erano già tuoi. A quel punto scegli con i dati in mano se ridimensionare TheFork o tenerlo solo come vetrina d'ingresso.

Non è una guerra al portale

L'obiettivo non è "abbandonare TheFork domani". È smettere di pagare una commissione sul cliente che torna da te per nome, riprendendoti i suoi dati e la relazione. Il portale come vetrina per farti scoprire ha senso; il portale come unico padrone delle tue prenotazioni, molto meno.

Tutto questo regge su una base: serve un gestionale per ristoranti che tenga insieme sito, WhatsApp, sala e storico clienti in un posto solo. Senza, le prenotazioni dirette diventano l'ennesimo quaderno da incrociare a mano — e a quel punto il portale, coi suoi difetti, sembra perfino comodo. Il punto non è avere "un'alternativa a TheFork": è tornare proprietario della relazione con chi siede al tuo tavolo.

Domande frequenti

Qual è la migliore alternativa a TheFork per un ristorante?

Non un altro portale, ma le prenotazioni dirette gestite dal tuo gestionale: pulsante Prenota sul sito, WhatsApp e telefono che confluiscono in un unico sistema. Così eviti la commissione per coperto sui clienti che già ti conoscono e mantieni il controllo dei loro dati. TheFork può restare come vetrina per acquisire clienti nuovi.

Quanto costa TheFork?

TheFork usa un modello a pagamento che può combinare una quota per coperto portato e forme di abbonamento, con condizioni che variano nel tempo e per piano. Non esiste una cifra unica valida per tutti: i costi reali vanno verificati sul sito ufficiale di TheFork in base al tuo locale e al piano che scegli.

Se lascio TheFork perdo prenotazioni?

Solo se stacchi tutto di colpo. La transizione corretta è graduale: tieni il portale acceso finché il tuo canale diretto non cammina da solo, sposti i clienti abituali sulla prenotazione diretta e misuri i numeri. A quel punto decidi con i dati in mano se ridimensionare TheFork o tenerlo come vetrina d'ingresso.

Cosa significa prenotazione diretta?

Significa che il cliente prenota direttamente da te — dal sito, da WhatsApp o al telefono — e la richiesta finisce nel tuo gestionale, senza un portale intermediario. Il vantaggio è doppio: niente commissione sul coperto e proprietà piena dei dati del cliente, quindi la possibilità di richiamarlo e fidelizzarlo.

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